Non è un paese per disabili. Aumentano i tagli alla spesa sociale

Sono usciti i dati ISTAT che certificano in Italia la spesa sociale per la disabilità inferiore di mezzo punto di PIL rispetto alla media UE di 2,1%. LA FISH, federazione Italiana per il Superamento Handicap, ha già lanciato il grido dall’allarme. Questo significa, ha scritto, “esclusione sociale, marginalità, impoverimento progressivo delle persone con disabilità e dei loro familiari che spesso sono gli unici caregiver, in un’assenza di politiche certe e strutturate”.

Siamo indietro rispetto all’Europa e la legge di stabilità presentata dal Governo alla Unione Europea e al Parlamento diminuisce ancora le risorse destinate alle persone con disabilità.

Si prevede a livello nazionale che per il 2015 il già inadeguato Fondo per le non autosufficienze subirà un taglio di 100 milioni, oltre ai tagli agli Enti locali.

Mentre le associazioni di categoria si apprestano ad andare ad un tavolo di negoziazione con le rappresentanze del governo, a livello locale dobbiamo non solo tenere le nostre posizioni conquistate in questi anni (il nostro fondo per la non autosufficienza fino ad ora ha retto e la legge sui caregiver va potenziata), ma rilanciare il nostro welfare e la rete dei servizi valorizzando il patrimonio sociale e investendo sulla disabilità ed il suo indotto, autentica risorsa per il nostro territorio.

Ha detto giustamente Stefano Bonaccini che i tagli previsti non saranno per forza lineari e chi ha governato bene non ha nulla da temere. Quindi di conseguenza i cittadini e le forse sociali che fanno impresa assieme al mondo del volontariato, delle famiglie e delle persone fragili, dovranno sentirsi più tutelati in questa dura battaglia in difesa dei loro diritti.

 

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