WEBENESSERE: L’ATLETA PARALIMPICA PATRIZIA SACCA’ CI INTRODUCE ALLO YOGA E AL SUO PARTICOLARE SALUTO AL SOLE

 

ISOLATA ALLE CANARIE CAUSA CORONAVIRUS LANCIA UN APPELLO:

“NON TROVO UN AEREO PER RITORNARE FAREI PRIMA IN CANOA…”

Continua Webenessere l’iniziativa promossa dall’associazione Gli amici di Luca odv: una serie di esercizi realizzati da istruttori e rivolti alla popolazione disabile dimesse dalla Casa dei Risvegli Luca De Nigris e dal territorio. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con l’Azienda Usl di Bologna, il Comitato Italiano Paralimpico, il CUSB Bologna e si inserisce nel progetto sostenuto dalla Regione Emilia Romagna Luca’s Community, attività sportive rivolte ad una popolazione fragile e con disabilità in collaborazione con il CSI Centro Sportivo Italiano Comitato di Bologna.

Venerdì 26 giugno alle ore 12.00 su Facebook (pagina Gli amici di Luca odv) e youtube (canale Risveglitv) sesto appuntamento Patrizia Saccà atleta paralimpica atleta paralimpica ed insegnante di yoga che ha ideato il Saluto al Sole da svolgere in posizione seduta, chiunque può praticarlo anche solo per una pausa benefica. Un metodo – brevettato con il nome Yoga a Raggi Liberi (YRL) – che è molto più che una semplice pratica, un libro che è una risposta a chi afferma: “no, tu non puoi fare yoga perché sei in carrozzina”. Come scrive Patrizia nel libro, “yoga e meditazione sono per tutti”, e lei ne è la testimonianza vivente.

Continue reading “WEBENESSERE: L’ATLETA PARALIMPICA PATRIZIA SACCA’ CI INTRODUCE ALLO YOGA E AL SUO PARTICOLARE SALUTO AL SOLE” »

Posted in Senza categoria | Leave a comment

Il mio appello al Governatore Christian Solinas

Gentilissimo Governatore Solinas le Regioni in questo periodo di emergenza Covid-19 sono andate di pari passo con il Governo centrale in un atteggiamento costruttivo e responsabile, nell’interesse della salute di tutti i cittadini sia residenti che ospiti. Per questo mi rivolgo a lei auspicando in un suo ripensamento circa il certificato di negatività che lei richiederebbe ai turisti. 

Se lei parlasse di autocertificazione, potrei comprenderlo e lo riterrei responsabilmente accettabile, ma un test, credo lo sappia anche lei come la comunità scientifica, non sarebbe attendibile e non tutelerebbe nessuno. 

La Sardegna è stata sempre una terra ospitale. Lo sappiamo bene io e mia moglie Clara D’Ovidio, che viviamo a Bologna e che come tanti continentali da oltre vent’anni abbiamo una seconda casa in Sardegna nella splendida isola di Carloforte. 

Lei, dichiarando di accogliere a “braccia aperte”i turisti, in realtà li costringe fuori dall’isola creando un preoccupante e pericoloso sistema di disuguaglianza sociale e incostituzionale per chi usufruisce dei vostri servizi e paga le tasse per la seconda casa. Lei parla di “braccia aperte” ma noi vediamo solo “braccia conserte” chiuse sul petto con un atteggiamento ostile che non comprendiamo. Le altre regioni si stanno attrezzando con altri sistemi e per questo mi appello anche a Stefano Bonaccini presidente della Conferenza delle Regioni perché possa condividere anche con lei un percorso omogeneo di accoglienza e tutela della salute.

Quando quest’estate, come turisti, sbarcheremo sulla sua isola spero davvero che possa accoglierci a braccia aperte, un gesto che condivideremo con un abbraccio collettivo che ora le  consegno solo virtualmente.

Un cordialissimo saluto 

Fulvio De Nigris

(Lettera pubblicata su “La Nuova Sardegna” 26 maggio 2020)

Posted in Senza categoria | Leave a comment

coronavirus – casa dei risvegli:” ci mancano gli abbracci…

DA REDATTORE SOCIALE
Coronavirus. Casa dei risvegli: “Ci mancano gli abbracci, cuore del progetto”
Associazione chiusa e struttura aperta, 10 moduli pieni e precise misure anticontagio: in tempo di isolamento, è questa la è nuova quotidianità della struttura bolognese che accoglie persone con esiti di coma. Fulvio De Nigris: “Ora puntare sui volontari e progettare il futuro”
BOLOGNA – “La sede della nostra associazione per adesso è chiusa, mentre la Casa continua la sua attività riabilitativa:purtroppo, come meno educatori e senza volontari viene meno l’aspetto socio-educativo, per noi importante quanto quello più prettamente sanitario”. Fulvio De Nigris, fondatore insieme con Maria Vaccari dell’associazione Gli amici di Luca e direttore del Centro studi sul coma della Casa dei risvegli di Bologna racconta con amarezza i cambiamenti apportati nelle due realtà nel rispetto delle misure di contenimento del Covid-19.
“L’attività della nostra compagnia teatrale è sospesa: i contatti però li manteniamo per via telematica, offrendo sempre nuovi spunti ai nostri attori. Al contrario, i laboratori di teatro e di musicoterapia per i nostri ospiti proseguono. È fermo anche lo sport riabilitativo, e molte attività ‘collaterali’ per noi e per i nostri pazienti fondamentali”.
Al momento, i dieci moduli abitativi della Casa sono pieni, ogni ospite è affiancato da un familiare (e sono state prese tutte le precauzioni necessarie): “Il sistema regge perché l’Azienda Usl ha messo in campo strategie e normative nei tempi e nei modi dovuti, da noi è tutto tranquillo. Obiettivamente, però, manca proprio il cuore del nostro modello: l’abbraccio, il sentire, la vicinanza. Essere lì ed esprimersi, lavorare per portare la Casa in città e la città nella casa. Il terzo settore risente moltissimo delle attuali limitazioni pratiche: se questa situazione dovesse continuare ancora per più di un mese nascerebbero problematiche serie, non so quanto ci metteremo per superare nuovamente le barriere fisiche e psicologiche che noi, da sempre, ci impegniamo ad abbattere”.
Secondo De Nigris, nei decreti del Governo c’è troppa poca attenzione alla situazione di caregivers e persone con disabilità, anche considerato che molte realtà impegnate su questi temi vivono di donazioni: “Questa emergenza sposta molto le donazioni – spiega -. ed è normale e comprensibile, perché abbiamo a che fare con la nostra sopravvivenza. Chiedo a tutti, però, di non dimenticarsi di noi, delle persone in stato vegetativo: anche questo è un aspetto della disabilità che non può essere trascurato”. Il
direttore del Centro studi sul coma chiede che venga assicurato il giusto riconoscimento a medici, a educatori sanitari, a educatori socio-sanitari, a tutte quelle categorie impegnate a dare sollievo a famiglie, donne e uomini in difficoltà. “In attesa di uscire da questa condizione d’isolamento, si potrebbe anche pensare di trasformare i volontari da retroguardia a corpo d’assalto – propone De Nigris -. Se ci sono volontari con voglia di fare, potremmo non impedire loro di rendersi utile, ma anzi sostenere con forza il loro desiderio, naturalmente nelle giuste misure e con le dovute precauzioni”. De Nigris non nasconde la preoccupazione per quando “si potrà tornare in piazza. Allora saremo trionfanti, ma ancora tanto diffidenti. Dovremmo muoverci sin d’ora per affrontare quel contesto, cominciare subito a parlare di progettualità e politiche sociali per il futuro. Non facciamoci trovare impreparati”.
© Copyright Redattore Sociale

Posted in Senza categoria | Tagged , , , | Leave a comment

ISTINTO E RAGIONE NEI DURI TEMPI DEL CORONAVIRUS

OLTRE QUESTO CUORE D’INVERNO (NON SARA’ FACILE, MA SI DEVE)

pubblicato su “Avvenire” 11 marzo 2020

di Fulvio De Nigris *

In Emilia Romagna come in Lombardia e Veneto, viviamo in particolar modo l’emergenza del cosiddetto coronavirus. E’ una emergenza che sta cambiando il nostro modo di percepire la vita, di vivere le relazioni, i contatti, la mobilità, di pianificare il futuro. Anche le attività che riguardano l’associazionismo e che afferiscono alle attività non sanitarie e al volontariato, come ad esempio nella struttura pubblica della Casa dei Risvegli Luca De Nigris, sono sospese. Fa un certo effetto. Perché per istinto la vicinanza alle famiglie, la prossimità, l’aiuto, l’empatia e le attività di risocializzazione porterebbero a non interrompere questa azione, questo flusso, mentre la ragione, le giuste ordinanze del governo pongono davanti al’emergenza, alla cautela e impongono disposizioni ferree da seguire. La diversità ci ha sempre posto nei confronti dell’altro, e dell’altro diverso da noi, con un senso di disponibilità e di generosità, di ricerca dell’uguaglianza che non è minata né dalla disabilità né dalle limitazione che l’ambiente circostante impone. Ma quando è un virus a ricordare queste limitazioni, il contesto costruisce un muro difficile da valicare. Il nostro sguardo rischia di infrangersi contro quell’ostacolo . E il nostro “regarder”, per citare i francesi (anche dopo l’infelice spot su Canal plus), quel “guardo e mi riguarda”, disinnesca la seconda parola che è invece la più importante nell’azione del guardare. Guardare e percepire per agire, pensando che tutto ciò che vediamo non solo è l’osservazione passiva, ma l’interiorizzazione attiva che innesca azioni volte a superare le problematiche che contengono ciò che guardiamo. Ora siamo sospesi perché siamo portati a stravolgere il nostro modo di agire. Non è tanto il lavarsi continuamente le mani, ma la paura a prendere i mezzi di trasporto, ad entrare nei luoghi pubblici, è quel metro di distanza ad impedirci di essere quelli che compiutamente siamo. Siamo impauriti e la nostra voglia di normalità si scontra con la chiusura delle scuole, dei cinema e dei teatri, la sospensione dei laboratori teatrali, dei corsi, delle attività di gruppo. Possiamo sentire i nostri utenti, ma non possiamo frequentarli. Siamo bloccati. Lo siamo negli istinti più comuni, quelli che manifestano i nostri affetti, la nostra amicizia. L’altro giorno in un bar un amico medico mi ha stretto la mano, mentre un’altra persona lo rimproverava dicendogli: “cosa fai?”. E lui di rimando:”Mi fido”. Una bella parola, anche generosa: la fiducia. Ma è possibile fidarsi? Forse, giustamente è possibile il “mi fido di te”, mentre è molto problematico pensare “mi fido del virus” che è ancora un elemento sconosciuto e molto pericoloso. E’ una situazione molto complessa che incrina la nostra fiducia nei confronti dell’altro ma nello stesso tempo frena l’istinto di quanti hanno sempre praticato, in questa società, la cultura dell’abbraccio. Attraverseremo questo “cuore in inverno”, ne sono sicuro, ma la traversata non sarà breve…

 

* Direttore centro Studi per la Ricerca sul Coma

Gli amici di Luca

nella Casa dei Risvegli Luca De Nigris di Bologna

Fulvio.denigris@amicidiluca.it

Posted in Senza categoria | Leave a comment