La Fondazione Cineteca di Bologna è una delle eccellenze bolognesi pluripremiata e riconosciuta a livello internazionale. Negli ultimi anni, però, il contributo della Regione Emilia-Romagna è passato da 600.000 euro a 150.000 euro.
È vero che l’emergenza terremoto ha portato a una riduzione degli investimenti (e in questi rientrano anche quelli per il laboratorio di restauro delle pellicole), ma è anche vero che si è rotto qualcosa nella progettualità della Regione, si sono spezzati legami col territorio ed è caduta l’indifferenza verso una delle istituzioni che tutti ci invidiano, che conta un archivio film di oltre 70.000 pellicole, secondo solo a quello della Cineteca nazionale. Dobbiamo inoltre rilevare un ritardo colossale della nostra Regione rispetto all’Europa negli strumenti di sostegno al cinema, che si traducono in una frammentata e scarsa politica regionale nel settore. Sostenere la Cineteca di Bologna potrebbe essere il punto di partenza per rilanciare tutto il comparto audiovisivo, a partire dall’educazione all’immagine, lavorando per grandi progetti. C’è un’idea vecchia di cultura che viene interpretata come un debito e non come volano di sviluppo. La Fondazione Cineteca di Bologna è un esempio, invece, di come la cultura possa essere un volano, con le oltre cento persone che attualmente vi lavorano.
